Homeschooling: non esistono bimbi “somari”, ma figli della libertà

Homeschooling: i figli della libertà

Chiudi gli occhi…immagina…. Ogni grande sogno inizia così. E non mi riferisco ai sogni fini a sé stessi, ma alle visioni, quelle che nel silenzio covano, si espandono, si concretizzano. Fino a che un bel giorno diventano la Realtà.

Ogni grande cambiamento è iniziato così, da un sogno, una visione.

Di che sogno sto parlando? Di quello in cui i bambini sono figli della libertà e, come tali, possono esprimere i loro talenti.

Bimbi che frequentano una scuola, che mette al centro l’individuo e la sua unicità e insegna a farla venire fuori, perchè una società fatta di talenti realizzati è sempre una società felice. Una scuola accogliente, che rispetta i ritmi dei bambini e non quelli di un freddo e standardizzato programma ministeriale uguale per tutti. Come si fa a fare un programma uguale per tutti, se nessun bambino è uguale all’altro? Ed ecco il veleno della competizione, perchè ci sarà sempre chi impara prima e chi più tardi, secondo i suoi tempi, secondo il suo personale processo di apprendimento.

Una scuola dove i bambini non vengono valutati e giudicati, ma possono liberamente esplorare ed imparare, seguendo le loro personali inclinazioni, i loro interessi.

Ora riapri gli occhi! Osserva la scuola di tuo figlio. Cosa vedi? Bambini che imparano presto che occorre studiare, per aver buoni voti e non per soddisfare sé stessi e le proprie curiosità. Bambini che non imparano a confrontarsi con sé stessi e le proprie aspirazioni, ma ad essere confrontati con i loro coetanei, rispetto ai quali occorre avere un voto più alto, non importa se si impara o meno. Apprendono facilmente che occorre quindi fare tutto ciò che la maestra dice e vuole, memorizzare ciò che c’è scritto nel libro.

Homeschooling: i figli della libertà

Un bambino con questi metodi, e la società degli adulti ce ne da ogni giorno conferma, perde progressivamente la capacità di riflettere sulle cose, la creatività, il saper e voler trovare soluzioni nuove e originali, la capacità di guardare il mondo con occhi critici, perchè la maestra e i libri gli dicono cosa pensare e come pensarlo o, peggio, cosa non pensare. Il bambino imparerà a non pensare fuori dagli schemi in modo innovativo. Il suo “daimon” interiore, il suo talento, la sua unicità viene così messa a tacere.

La scuola educa, inquadra, disciplina, in una parola scolarizza, questo è ciò che fa comodo al nostro sistema di potere. I ragazzini imparano a essere dipendenti ed obbedire, e mai ad esprimere con sicurezza tutta la meraviglia del loro essere.

Ma torniamo al sogno iniziale. E’ realizzabile? Sì! Come? Con l’homeschooling o educazione parentale. 

Sì tuo figlio può studiare a casa! E’ legale, possibile…

Homeschooling vuol dire migliore qualità di apprendimento, perchè si seguono le inclinazioni del bambino, le sue capacità e i suoi interessi. Non si seguono schemi fissi di orario e materie, le giornate sono organizzate in modo libero e multidisciplinare, con un maggior numero di laboratori e attività creative.

Si escludono dall’apprendimento tutti quei fattori che creano sicuramente stress e ne bloccano il processo. Immaginate cosa succede, e lo sapete bene, quando si va nel cassetto del nostro cervello a riprendere quell’informazione appresa col suo corredo di stress e negatività. Succede che insieme all’informazione andrò a rispolverare quello stress, che la correda e questo non fa certo bene all’adulto che il bimbo diventerà. Cosa può dare stress ad un bimbo? Il paragone continuo con gli altri, il giudizio, l’essere definito magari “somaro”, nonostante non esistano sbagli, ma solo fasi dell’apprendimento, il limitare il tempo libero, il ritmo incalzante dato dal programma, per il quale non tutti sono pronti allo stesso modo.

Le forme dell’educazione parentale sono diverse. C’è chi sceglie di far studiare a casa il proprio figlio, dove mamma e papà sono gli insegnanti e optano per i testi scolastici, o dove mamma e papà non adottano i testi scolastici e c’è chi crea delle comunità educanti, dove i bambini fanno lezione insieme, anche se tra loro c’è qualche piccola differenza di età e decidono insieme a genitori ed educatori il tipo di lezione.

E se a te che leggi, tutto ciò sta facendo un pò storcere il naso, vuol dire che la tua scolarizzazione è avvenuta con successo, è nella tua testa e non puoi accettare altri sistemi. Ti poni dei limiti, perchè ti hanno “educato” a farlo. Al sistema non serve una persona innovativa e fuori dagli schemi, ma un obbediente suddito in futuro, pronto ad accettare di buon grado tutto.

L’educazione parentale è una meravigliosa opportunità, per cambiare la società del domani, per fare in modo di crescere bimbi più felici, che saranno gli adulti di domani. Bimbi che apprendono senza mai smettere di giocare, perchè la vita è gioco, perchè l’unico vero scopo che abbiamo, per il quale valga la pena di esistere è essere felici e realizzare il talento, che è dentro di noi sin dalla nostra nascita, quell’unicità, per la quale siamo venuti al mondo e che la scolarizzazione uccide ben presto.

Dove ci porterà tutto questo? Nessuno può dirlo. Ma provate a pensare cosa potrebbe diventare un bambino, che non verrà mai interrotto nel suo gioco, nella sua forza creativa e nei suoi sogni…

 

 

 

 

Il monaco che vendette la sua Ferrari


Julian Mantle
è un avvocato di successo, un principe del foro. Uno di quelli, la cui fama aleggia nelle aule di tribunale anche quando non è presente. I muri, le scrivanie e i sedili di noce sono impregnate della sua essenza. Le taglienti parole delle sue arringhe rimbombano nel vuoto delle aule di udienza, anche quando non c’è.

Ama il suo lavoro? Sembrerebbe di sì! Ha una Ferrari, simbolo del suo sfrenato successo, una vita frenetica, piena. Si alza prestissimo, per correre in ufficio, incontrare i clienti, scrivere atti, conferire coi giudici. Sempre di corsa. Alla sera poi, è allora che Julian dà il meglio di sé, dimostrando di essere un vincente anche nella vita sociale. Ristoranti di lusso, top model, fiumi di champagne. E all’indomani tutto ricomincia, sempre uguale. Giorno, dopo giorno, dopo giorno. Senza mai un attimo di sosta.

Ma la sosta un bel giorno arriva, pronta, come un dono prezioso del destino.

Julian ha un infarto e stramazza a terra nel bel mezzo dell’aula del tribunale. Julian, il grande Julian Mantle cade a terra, sopraffatto da una vita vissuta forse troppo di corsa. Sopraffatto dallo stress e da una latente e mai ammessa insoddisfazione. Troppo impegnato a fare in modo di aderire all’idea che gli altri si erano fatti di lui: il grande avvocato di successo e dalla vita invidiabile. Troppo impegnato a recitare ormai quella parte e fare attenzione a non deludere quell’immagine di sé, che si era costruito.

L’attacco cardiaco lo costringe però a fermarsi, a riflettere. Ed è così che la sua vita subisce una svolta: Julian molla tutto! Molla l’avvocatura, le aule di udienza, le scartoffie da azzeccagarbugli, la vita mondana, le top model, ma soprattutto molla lei, il simbolo del suo successo, la sua Ferrari. Parte così per l’Himalaya.

Quando torna è un uomo nuovo. E’ finalmente libero dalle vuote pastoie della vita occidentale, che a noi sembrano così importanti, è saggio, felice, entusiasta della vita, pieno di riconoscenza.

Cosa è successo al cinico avvocato di successo, che tutti conoscevano? Ha scoperto un segreto, un grande segreto e vuole condividerlo col mondo, perché la scintilla che ora lo anima, possa accendere altre anime spente o semplicemente troppo di fretta, per fermarsi a vivere a pieno la vita.

Sono affezionata a questo libro, consigliatomi da un amico, che non smetterò mai di ringraziare. Perché? Perché non posso fare a meno di sentirmi come Julian, l’avvocato che si sveglia. Tante sono le frasi nel libro in cui mi sono ritrovata, tante le riflessioni su una professione, che rinsecchisce la creatività e la poesia, se ci si lascia prendere la mano.

In esso sono condensate in maniera superlativa saggezza orientale e regole occidentali, prendendo il buono da entrambe le culture, per farne una meraviglioso richiamo all’essenza della vita.

Così Robin Sharma, ex avvocato anche lui, ci dona un racconto, che come le dita sui tasti di un piano, per molti di noi batterà su quelli giusti facendo fiorire una splendida armonia, quella della vita…perchè non è mai troppo tardi per iniziare a sentirne il canto…