Buona creanza vs irrefrenabile impulso del bla bla bla

Quando ero bambina la nonna materna risolveva ogni mio dubbio con un’unica risposta “ci vo’ nu pocu e bona crianza” diceva, tradotto “ci vuole un po’ di buona creanza”.

Ed è così che sono cresciuta e sono stata educata a questo valore della buona creanza, che allora non capivo esattamente cosa volesse dire.

Se ripenso alle situazioni che la nonnina Maria mi ha aiutato a risolvere così, con la buona creanza, effettivamente ancora oggi, quando mi ritrovo nelle medesime situazioni, usando la buona creanza, ne vengo fuori dolcemente, senza traumi.

Certo le situazioni sono diverse, ma nella sostanza non sono cambiate molto.

La buona creanza non è solo buona educazione, ma è garbo e gentilezza, è tocco lieve, è stare in silenzio quando ciò che abbiamo da dire non è fondamentale e non cambierebbe in meglio la situazione.

Sarà anacronistico parlarne di questi tempi da social, dove tutti ci sentiamo in diritto di esprimere le nostre futili opinioni su qualunque cosa, anche su argomenti che non ci competono.

Non voglio fare l’elogio della dittatura intellettuale, dove non hai diritto di parola a meno che tu non sia almeno laureato in materia, perchè questo sarebbe appiattimento culturale.

Quello su cui voglio porre l’attenzione è il non utilizzo, oggigiorno, della buona creanza, nel nome di un ego forse troppo accentuato e mediocre, per riuscire a tacere.

Guardiamo cosa succede su Facebook, ad esempio. Orde barbariche inferocite convinte che la loro opinione, così maldestramente espressa, sia la soluzione a tutto, sia di vitale importanza.

Come se il mondo non potesse perdersi la loro perla di saggezza, appena partorita. Come se il mondo non ne potesse fare a meno. E ci si galvanizza al primo sparuto “mi piace” come se avessimo svelato chissà quale grande verità.

E ci sentiamo tutti opinionisti, esperti in qualsiasi materia.

Nel frattempo abbiamo perso un’occasione per tacere, un’occasione per, garbatamente, evitare di dire sciocchezze inaudite.

Ebbene basterebbe un pò di buona creanza, solo questo.

Rispetto per sé stessi in primis e per la sensibilità altrui.

Davvero vale la pena interrompere il sacro silenzio, oppure sporcare una pagina di un social, solo per galvanizzare il nostro ego?

Non è meglio tacere? Tanto il mondo va avanti lo stesso, che ci piaccia o no.