L’insostenibile leggerezza delle web news

Ricordate la parodia di “Star Wars” dove era “lo sforzo”, non “la forza”, a dare allo Jedi la possanza?

Lo sforzo, a differenza della più nobile forza, è qualcosa che parte dal basso delle viscere e si risolve in sterco.

Tale “sforzo” è quello impiegato dal nostro governo, per combattere il nemico del secolo: le fake news. Non tutte però! Attenzione! Solo quelle diffuse da blog o siti, che non rientrino nell’alcova del giornalismo ufficiale. Eh già! E’ faticoso tollerare la leggerezza delle news, che si susseguono senza sosta sul web. Vengono da ogni parte, da ogni dove e volano leggere così senza controllo. Si diffondono ovunque, pertanto sono pericolose, vanno controllate e terminate!

Ah l’insostenibile leggerezza delle web news!

I prodotti di questo prode “sforzo” sono il Ddl antibufale e la soluzione offerta da Faccialibro (tanto sensibile a certi arg…ehm alle sue tasche), cioè affidare la verifica del grado di “bufalismo” ad organizzazioni esterne (quali non è dato sapere) che alla fine del controllo dovrebbero apporre un marchio (come la A di Adultera) sul post incriminato. Senza rimuoverlo però! Nel nome della corretta informazione, che gli sprovveduti internauti non sarebbero in grado di individuare of course!

Ma le bufaline, o vere e proprie boiate pubblicate dalla Repubblica? La Stampa? Il Corriere? Quello è giornalismo ufficiale e come tale non è soggetto alla furia dello “sforzo”. Lì la notizia nasce già controllata e i giornalisti già “imparati” a controllarla.

Tutto questo meccanismo perverso parte, però, da lontano da molto lontano. Ora, care rane bollite, ne stiamo solo accusando gli effetti. Quando sghignazzavate per i post di “Adotta Anche Tu Un Analfabeta Funzionale”, di “Butac” o del nuovo sguaiato sintomo “Burioni”, a cosa pensavate vi stessero addomesticando, se non ad aggredire indiscriminatamente tutto ciò che esula dai vostri confortanti dogmi? Dalle vostre rassicuranti credenze?

Trionfi l’inquisizione proletaria!